La decisione da parte dell’amministrazione comunale di intitolare una strada a Rosolino Petrotta continua a suscitare dibattito a Piana degli Albanesi. Petrotta, cittadino arbëresh attivo durante il regime mussoliniano, fu uno dei primi aderenti al Partito Fascista e proprio per questo motivo, secondo Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana “intitolare uno spazio pubblico a un esponente del fascismo rischia di legittimare un’ideologia incompatibile con i principi democratici e antifascisti sanciti dalla Costituzione. La toponomastica” continua Maria Modica “non può essere un atto neutro: rappresenta una scelta di valore, un messaggio simbolico che le istituzioni trasmettono alla cittadinanza e alle future generazioni”.
Francesco Petrotta, dell’associazione Portella della Ginestra, ha sollevato invece dubbi sulla legittimità del provvedimento, che dovrà passare al vaglio di Prefettura e Soprintendenza: “Difficile che arrivi il nulla osta, perché la procedura amministrativa per l’intestazione del viadotto, adottata dalla giunta municipale, con la delibera 50 del 23 maggio scorso, è errata: non è stato coinvolto preventivamente il consiglio comunale, come prevede il regolamento comunale sulla toponomastica. La proposta è stata già respinta dalla Prefettura nel 2021 una prima volta per un difetto simile di procedure”.
Il sindaco di Piana, Rosario Petta spiega che le motivazioni alla base dell’intitolazione risiedono nell’impegno di Rosolino Petrotta nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale degli arbëreshë di Sicilia e nel suo ruolo di fondatore e presidente del Centro Internazionale di Studi Albanesi presso l’Università di Palermo. Petta ricorda inoltre che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la sua visita a Piana, ha citato Petrotta come medico stimatissimo e deputato dell’ARS. “In riferimento alle critiche, si segnala che l’istituzione della sede del Fascio avvenne su disposizione del Partito, che si rivolse a figure di rilievo locale. Infatti nella biblioteca dell’Eparchia di Piana una buona sezione dedicata agli scritti su Rosolino Petrotta non esiste alcun riferimento alla sua appartenenza fascista” ha concluso Petta.







