Martedì scorso a Piana, dopo la Divina Liturgia della 10:30 celebrata presso la Cattedrale di San Demetrio Megalomartire, in Piazza Vittorio Emanuele, ha avuto luogo il consueto e antico Rito della Teofania in cui si rievoca la rivelazione del ruolo messianico di Gesù, quale figlio di Dio fatto uomo. Infatti, lo stesso termine Teofania deriva dal greco e significa Manifestazione Divina in forme sensibili.
Il tutto, come ogni anno, si è svolto davanti alla fontana dei Tre Cannoli in una piazza Vittorio Emanuele gremita di persone, dove i papades hanno intonato il canto del Foni Kiriu che accenna al Cristo di ritorno dal Giordano. Successivamente, dal tetto dell’antistante la chiesa di Santa Maria Odigitria, con l’ausilio di un filo, una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, è stata fatta discendere fino alla fontana dove i sacerdoti la attendevano dopo aver benedetto l’acqua immergendovi per tre volte la croce mentre con l’altra mano reggevano un candelabro a tre candele e un ramoscello di ruta. I papades al termine del rito hanno benedetto anche le arance che sono state distribuite ai fedeli.
Prima del rito della Teofania ha avuto luogo la sfilata delle autorità religiose e civili a cui hanno preso parte anche le donne e gli uomini che indossano gli abiti tipici degli arbëreshë. A termine del rito è stato sorteggiato un paio di pendenti della tradizione realizzati da Ori di Piana Lucito.
“La Teofania è il primo evento religioso dell’anno, una delle feste più sentite e vissute per la nostra comunità in quanto rappresenta a pieno la perfetta sintesi della nostra tradizione religiosa di Rito Greco Bizantino, e riassume in sé enfasi, solennità e forte rispetto per le nostre liturgie e per la nostra evocativa cultura, densa di passato, ricordi e storia” ha dichiarato il Sindaco di Piana, Rosario Petta.
Per il Presidente della Proloco Giorgio Cuccia, la celebrazione della Teofania è momento fondamentale per la “promozione della cultura e delle tradizioni della comunità arbëreshe”.







