Raffaele De Angelis, nuovo vescovo dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, domenica scorsa ha celebrato la prima Messa presso la Cattedrale di San Demetrio. L’eparca, consacrato a Lungo il 9 novembre, aveva ricevuto la nomina da Papa Leone il 30 agosto, giorno in cui cade l’anniversario della Fondazione della comunità arbëreshe di Piana. Tra le autorità civili presenti alla celebrazione vi erano: Annalisa Milione, sindaco di Acquaformosa, il paese d’origine di De Angelis, il suo suo omologo di Lungo Carmine Ferraro e i primi cittadini di Contessa Eltellina, Mezzojuso, Santa Cristina Gela, Palazzo Adriano e Piana che formano l’Unione dei comuni Besa avente lo scopo di salvaguardare le tradizioni, la cultura e la lingua delle comunità Siculo-Albanesi. Dentro una chiesa gremita di fedeli giunti anche dalla sua Calabria, De Angelis, durante l’omelia, ha sottolineato l’impegno a una totale dedizione al ministero, all’annuncio del Vangelo e alla tutela del rito bizantino e della lingua arbëreshe, sempre nel rispetto dei sacerdoti, delle parrocchie e dei fedeli di rito latino. Il nuovo vescovo ha scelto di presentarsi senza “discorsi impegnativi o altamente programmatici, ma con semplici considerazioni e con il desiderio di rafforzare insieme a tutti i fedeli la comunione, la fraternità e l’amicizia”. De Angelis ha poi citato la parabola del vino nuovo nelle otri vecchie: “Mi piace iniziare questo cammino ecclesiale con le parole stesse di Gesù: non si mette vino nuovo in otri vecchi, ma si mette vino nuovo in otri nuovi. Questo monito evangelico interpella anche tutti noi. Non possiamo, pertanto esimerci dal chiedere cosa significa questa esortazione per noi, per la Chiesa di Piana degli Albanesi, che dopo un certo tempo ha nuovamente un pastore di Rito Bizantino e di lingua arbëreshe. Come nuovo vescovo sono consapevole di inserirmi in un campo che è mio e che i miei predecessori hanno lavorato in questo campo, prima e molto meglio di me. Le loro preghiere e le loro fatiche hanno sostenuto il cammino di questa chiesa”. Un ringraziamento particolare è andato anche al Cardinale Montenegro, di cui De Angelis, fin dai primi loro incontri, ha potuto sperimentare il senso di paternità e accoglienza in questa diocesi, la sua capacità di ascolto e la volontà di essere al servizio di tutti. “Il suo ministero è stato coraggioso, perché svolto tra non poche difficoltà ma anche con la caparbietà di chi si sente investito di una grande responsabilità”. Alla fine il vescovo ha ringraziato il clero delle chiese di Piana e tutte le associazioni che che si sono date da fare affinché “vi sia una giornata ordinata e bella”. De Angelis ha promesso che, dopo il ritorno del suo viaggio ad Assisi, visiterà tutti gli ammalati “perché il vescovo lo conoscano anche coloro che non possono uscire di casa”.
Piana degli Albanesi: per la Pasqua Arbëreshe centinaia di visitatori da Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e dalle comunità della diaspora
A Piana degli Albanesi la Pasqua arbëreshe si conferma ancora una volta un momento di forte richiamo non solo religioso, ma anche...





