Il Forum degli Scrittori Albanesi riunisce autori di Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, diaspora e comunità arbëreshe per rafforzare la lingua, superare i confini e costruire un mercato comune del libro.
È stato ufficialmente fondato il Forum degli Scrittori Albanesi (Forum 26), una nuova organizzazione letteraria che nasce con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di riflessione, cooperazione e dialogo tra gli scrittori albanesi, indipendentemente dal luogo di residenza. Alla guida del Forum è stato eletto lo scrittore Stefan Çapaliku, mentre Ag Apolloni ricopre la carica di vicepresidente e Granit Zela quella di coordinatore. Presidente Onorario del Forum degli Scrittori Albanesi – Forum 26 è stato eletto Visar Zhiti, figura di riferimento della letteratura albanese contemporanea. Nel corso della cerimonia di annuncio pubblico, Çapaliku ha spiegato che Forum 26 è il risultato di un lungo processo di confronto tra scrittori, nato dalla necessità di dare vita a una nuova, completa e moderna organizzazione della letteratura albanese, capace di superare le frammentazioni territoriali e rafforzare il dialogo culturale nello spazio albanofono.
Intervista al presidente Stefan Çapaliku
Qual è la visione culturale che ha portato alla creazione di Forum 26?
Il problema che affrontiamo esiste da oltre trent’anni, da dopo la caduta del comunismo. Come letteratura e come scrittori siamo rimasti separati non per ragioni estetiche o linguistiche, ma territoriali. La letteratura albanese si è sviluppata in modo frammentato: una in Albania, una in Kosovo, una in Macedonia del Nord e Montenegro, un’altra ancora nella diaspora. Parlare di unità era diventato quasi impossibile, nonostante scriviamo tutti nella stessa lingua.
Abbiamo una sola lingua, l’albanese, e parlare separatamente è assurdo. Per questo è nato Forum 26: non per riunire tutti – cosa impossibile – ma per creare un gruppo di scrittori che creda che la lingua sia la nostra vera patria. Chiunque scriva in albanese, dagli arbëreshë alla diaspora in Croazia, dagli arvaniti agli autori all’estero, è il benvenuto in questo nuovo circolo.
In che modo Forum 26 intende rendere concreto e sostenibile il “tregu i librit shqip”?
Il nostro obiettivo è esercitare una pressione coordinata sulle istituzioni. Vogliamo lavorare insieme ai ministeri della Cultura di Albania, Kosovo e Macedonia del Nord per arrivare a un memorandum ufficiale che renda possibile un mercato unico del libro.
Non ha alcun senso che un libro stampato a Tirana non si trovi a Pristina, o viceversa. Questa è una contraddizione che va superata con strumenti politici e amministrativi concreti.
Quali sono i principali ostacoli culturali e istituzionali che il Forum vuole affrontare?
Il primo ostacolo è l’isolamento. Le azioni individuali degli scrittori sono come prediche nel deserto. Solo un’associazione può restituire allo scrittore un ruolo nella società.
Nella società consumistica albanese di oggi, lo scrittore non è più un punto di riferimento. Questo non funziona. Forum 26 nasce anche per ripensare il ruolo sociale dello scrittore, ridandogli voce, autorevolezza e funzione pubblica.
Perché il nome Forum 26?
Perché il Forum è nato nel 2026, ma anche perché richiama l’idea del forum e dell’agorà: uno spazio in cui tutti sono uguali, dove si discute, si confrontano idee e si costruisce una comunità culturale condivisa.
Qual è il prossimo passo?
Il prossimo passo sarà creare ponti tra città chiave come Tirana, Pristina e Skopje, per poi elaborare un piano applicabile in tutti i Paesi.
Stiamo inoltre pensando di istituire un premio per la letteratura albanese.
Coinvolgerete anche gli autori arbëreshë?
Assolutamente sì. Vogliamo che gli autori arbëreshë partecipino attivamente. La letteratura arbëreshe è parte integrante della letteratura albanese.
Oggi esistono anche strumenti digitali: gli scrittori potranno aderire al Forum tramite una piattaforma, creando una rete viva e inclusiva. Restano però problemi concreti, come le tasse doganali che ostacolano ancora la circolazione dei libri tra Kosovo e Albania. Per questo è necessario coinvolgere non solo le autorità culturali, ma anche quelle finanziarie.
In conclusione, qual è l’obiettivo più ambizioso di Forum 26?
Vogliamo rilanciare il ruolo della letteratura nella società ed entrare nel mercato europeo non come letterature separate, ma come un’unica letteratura albanese, forte, riconoscibile e condivisa.
Forum 26 creerà una sorta di cittadinanza letteraria?
L’idea di fondo è proprio questa: creare una cittadinanza letteraria basata sulla lingua, una cittadinanza degli scrittori albanofoni.







