Tirana torna a essere il punto di incontro degli albanesi di tutto il mondo con il IV Summit della Diaspora, in programma dal 13 al 15 aprile presso il Palazzo dei Congressi. Un appuntamento che riunisce centinaia di rappresentanti provenienti da numerosi Paesi, confermandosi come una delle principali piattaforme di dialogo e cooperazione tra l’Albania e le sue comunità all’estero.
L’evento, organizzato sotto gli auspici del Presidente della Repubblica Bajram Begaj e con il coinvolgimento del governo guidato dal Primo Ministro Edi Rama, si è aperto con una cerimonia ufficiale al Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto, alla presenza di autorità istituzionali, leader religiosi e personalità del mondo culturale e sociale. Un momento che ha assunto i contorni di una vera celebrazione nazionale, capace di riunire simbolicamente tutte le anime della diaspora.
A sottolineare l’importanza dell’evento anche sul piano comunicativo è stato lo stesso Rama, che ha diffuso un video promozionale realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Nel filmato prendono vita alcune delle figure più rappresentative della storia e della cultura albanese, come Skënderbeu, Ismail Qemali, Madre Teresa, Fan Noli, i fratelli Frashëri, Faik Konica, Jeronim De Rada e Gjon Buzuku. Un’iniziativa simbolica che unisce memoria storica e innovazione tecnologica, rafforzando il messaggio di continuità tra passato e futuro.
Cuore del summit sarà un fitto programma articolato in 17 panel tematici distribuiti su tre giorni. Come spiegato dalla viceministra per l’Europa e gli Affari Esteri Megi Fino, i lavori affronteranno ambiti strategici come economia, innovazione, istruzione, sanità, sviluppo rurale e digitalizzazione, con l’obiettivo di rafforzare il contributo della diaspora allo sviluppo del Paese.
Tra le novità di questa edizione spicca un panel congiunto con il Kosovo, dedicato alla lingua albanese e alla cooperazione educativa. Al centro del confronto temi concreti come l’unificazione dei libri di testo, la loro distribuzione gratuita e la formazione degli insegnanti nelle comunità all’estero.
Non manca uno spazio dedicato all’identità e alla tradizione, con attività legate al mondo arbëresh e al dialogo interreligioso, oltre a momenti culturali, artistici e incontri tra comunità provenienti da Stati Uniti, Europa e Balcani. Il summit prevede anche eventi collaterali, mostre e iniziative che raccontano il ruolo della diaspora nella costruzione dell’Albania contemporanea.
A confermare la rilevanza dell’iniziativa è anche l’ampia partecipazione: oltre mille persone si sono registrate, segno di un interesse crescente verso questo appuntamento. Il summit si inserisce nel percorso avviato nel 2016 con la prima edizione, che ha posto le basi istituzionali per il rapporto con la diaspora.
Con il motto “Through Roots We Rise”, l’edizione 2026 guarda al futuro, puntando a rafforzare i legami tra gli albanesi nel mondo e il Paese d’origine, in una prospettiva condivisa di sviluppo e integrazione verso l’obiettivo “Albania 2030”. Un’occasione per trasformare le radici in risorsa e costruire nuove connessioni tra identità, innovazione e appartenenza.






